Abuso di alcol, ancora elevato il numero degli italiani a rischio

In Italia sta continuando a calare il consumo di alcol: complice anche la crisi economico finanziaria in atto, e la necessità di ridurre i consumi “superflui”, nel nostro Paese stanno infatti aumentando gli astemi, diminuendo i consumatori e i c.d. “binge drinkers” (cioè, coloro che assumono più bevande in un breve intervallo temporale).

Ad ogni modo, tali dati di sintesi non devono trarre in inganno. In Italia sarebbero infatti ancora 8 milioni le persone a rischio di abuso di alcol, con una particolare e più grave incidenza tra i minori, i giovani, le donne, gli anziani. A conferma di ciò, l’Istituto Superiore della Sanità, nell’ambito dell’Alcol Prevention Day, ha stilato un dossier di particolare interesse ricordando come ogni italiano consuma mediamente circa 6 litri di alcol l’anno (soprattutto vino).

Se il consumo è dato in calo, l’elemento più allarmante è tuttavia relativo al persistere di fasce d’età maggiormente a rischio, e in grado di preoccupare maggiormente l’Istituto. Ad esempio, dei circa 3,5 milioni di binge drinkers che nel corso degli ultimi anni sarebbero stati rilevati, la quota maggiore si registrerebbe costantemente al di sotto dei 25 anni, con un picco tra i 18 e i 24 anni, e quote superiori alla media nazionale per le giovani ragazze sotto i 18 anni di età.

Lo studio si è poi concentrato sulla facilità di reperire bevande alcoliche da parte dei giovanissimi che, per legge, dovrebbero essere tenuti al di fuori da tale tipologie di consumo. Per il dossier, sono birra e alcopops, insieme agli aperitivi alcolici, le bevande acquistate con maggiore facilità dai giovani sotto l’età minima legale, con 1 giovane su 2 che le avrebbe consumate direttamente in un esercizio, e con 2 giovani su 3 che invece li avrebbe acquistati nei negozi, nonostante i divieti.

Infine, conclude la nota dell’Istituto superiore della sanità, è noto che l’alcol è in grado di causare ben 18 mila morti ogni anno, e rappresenta ancora oggi la prima causa di mortalità sino ai 29 anni di età. Le determinanti più frequenti di morte sono infatti cadute, omicidi e suicidi, oltre ad altri incidenti che sono provocati mediamente dall’alcol. Ancora, il 17% delle intossicazioni alcoliche che arrivano ad essere trattate in un pronto soccorso, sarebbero registrati per ragazzi e ragazze di età inferiore ai 14 anni, aprendo nuovi scenari – per quanto, oramai consolidati – su un fenomeno tutt’altro che sottovalutabile.

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