Atene ha finito i soldi, stipendi a rischio

Continua a scorrere l’orologio della sopravvivenza greca. La nuova scadenza per evitare il default è fissata tra poche settimane ma, in evidenza di quanto sta accadendo, l’estrema unzione nei confronti di Atene potrebbe essere attribuita ancora prima. Tanto che, per evitare il peggio, Tsipras e Merkel sono tornati a negoziare per cercare di sbloccare le trattative tra la Grecia e i suoi creditori. Un incontro a due a margine del Consiglio europeo straordinario, che servirà a fare il punto della situazione, cercando di sbloccare le trattative, attualmente in stallo.

Nell’attesa, Atene è alla disperata ricerca di liquidità utile per poter evitare di non pagare gli stipendi pubblici e le pensioni del mese di aprile. Nonostante il clamoroso gesto di confiscare la liquidità nelle casse degli enti pubblici (fondi pensione compresi), il governo di Tsipras ha dovuto ammettere che quanto effettuato non è stato sufficiente e che, per poter colmare il gap di brevissimo termine, occorrerebbero ancora 400 milioni di euro. Una cifra che il governo spera di raccogliere grazie alle entrate previste dalla rateizzazione degli arretrati con il fisco.

Ad ogni modo, permane l’insoddisfazione generale. “Non siamo per niente soddisfatti di come sono messe le cose” – ha dichiarato il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, per poi aggiungere che “Atene deve fare molto di più”. Insomma, Tsipras sa fin troppo bene che le prossime settimane saranno decisive per sbloccare i dialoghi, con l’ex troika che domanda ad Atene di approvare le riforme previste dalle vecchie intese, e con il premier che deve contare su un consenso interno in rapido calo (l’approvazione del 72% di marzo è già scesa al 45,5%).

Come se non bastasse – ricordava il quotidiano La Repubblica – c’è il nodo americano, con gli Stati Uniti che, preoccupati “dalla luna di miele tra il presidente del Consiglio e Vladimir Putin (ieri Tsipras ha incontrato il numero uno di Gazprom) ha iniziato a usare il bastone e la carota. Obama è tornato a chiedere a Bruxelles una soluzione ragionevole ma il suo ambasciatore nella capitale ellenica ha duramente protestato con il governo per la nuova legge che dispone la scarcerazione di reclusi in cattive condizioni di salute. Un provvedimento che aprirà le porte del carcere a Christodoulos Xiros, del gruppo 17 novembre che Washington ha inserito ieri nella sua lista di terroristi”.

Insomma, Tsipras è sempre più solo e, di questo passo, lo sarà tutta la penisola ellenica, con ciò che potrebbe conseguirne per l’eurozona e l’euro.

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