BCE come da attese: tassi invariati

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La Banca centrale europea, come ampiamente previsto dagli analisti, alla fine ha scelto di non toccare i tassi di interesse di riferimento. Un atteggiamento che ha ricalcato quanto effettuato dalla Bank of England, con l’istituto banchiere centrale britannico che non ha tagliato i tassi, nè introdotto nuovi stimoli, rimandando quindi ogni decisione ad agosto o, nel caso dell’istituto centrale europeo, a settembre, quando saranno disponibili nuovi dati macro – si spera, più rassicuranti – utili per poter assumere le proprie scelte strategiche.

Ad ogni modo, la Bce ha anche fornito qualche spunto alle Borse – che hanno però chiuso contrastate – con Draghi che ha ribadito che la Brexit è certamente un fattore di rischio per l’economia europea, ma che, nel contempo, l’istituto monetario è pronto a intervenire quando ci saranno gli aggiornamenti delle stime macro, qualora si rilevasse necessario, utilizzando ogni strumento a propria disposizione.

Detto ciò, secondo una buona parte degli analisti le nuove misure potrebbero già arrivare alla già citata riunione di settembre, quando potrebbe essere decretata l’estensione del programma di acquisto titoli oltre la scadenza di marzo 2017 (che comunque era da tempo definita come “indicativa”), pur nella progressiva scarsità di bond da acquistare.

Nella giornata di oggi, intanto, osserviamo listini europei evidentemente poco mossi dopo le parole del governatore Draghi. Milano ha oscillato poco sopra e sotto la parità, e ha avuto nel settore bancario (contrastato) il protagonista di oggi. Buono il risultato per Mps, che è oramai al punto di arrivo per la vendita delle sofferenze al fondo Atlante e per il richiesto rafforzamento di capitale. Se il Ftse Mib chiude in rialzo dello 0,25 per cento, le altre banche non fanno certamente meglio: Francoforte ottiene il + 0,14 per cento, Parigi lima lo 0,08 per cento, Londra cede lo 0,43 per cento.

In ambito Forex, euro chiude in calo a 1,1002 dollari e a 116,72 yen dopo un minimo di seduta a 1,0979 dollari. Il dollaro arretra invece a 106,23 yen nonostante i positivi dati macro economici che sono arrivati dagli Stati Uniti. Infine, spread tra Btp e Bund tedeschi stabile in area 125 punti base, con il decennale italiano che ha un rendimento dell’1,26 per cento sul mercato secondario. Tra le commodities, petrolio in calo a New York con il Wti a 45,4 dollari, oro in lieve rialzo a 1.323 dollari l’oncia.

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