Buon aumento del PIL Usa

Secondo quanto affermano gli ultimi dati ufficiali forniti sul territorio statunitense, il Pil del terzo trimestre del Paese nordamericano sarebbe cresciuto di 3,5 per cento trimestre su trimestre annualizzato (stima finale), con una revisione verso l’alto di 3 decimi di punto rispetto alla seconda stima formulata.

Con tale statistica, i dati confermano una crescita solida dei consumi (rivista a 3 per cento trimestre su trimestre annualizzato da 2,8 per cento); anche gli investimenti non residenziali sono rivisti verso l’alto, a +1,4 per cento trimestre su trimestre annualizzato da +0,1 per cento, con espansione solida delle strutture (+12 per cento trimestre su trimestre annualizzato) della proprietà intellettuale (+3,2 per cento trimestre su trimestre annualizzato) a fronte di debolezza dei macchinari (-4,5 per cento trimestre su trimestre annualizzato).

Gli investimenti residenziali sono in calo di -4,1 punti percentuali su base trimestrale annualizzata, ma dovrebbero tornare a crescere nel quarto trimestre. L’ampio contributo del canale estero nel terzo trimestre (+0,85 punti percentuali) dovrebbe rimanere un fenomeno transitorio ed essere seguito da contributi negativi nei prossimi trimestri. Anche le scorte spingono la crescita complessiva (contributo di 0,45 punti percentuali). La crescita da fine 2016 in poi sarà trainata dalla domanda finale domestica, con consumi solidi e investimenti fissi non residenziali in ripresa. È infine previsto che lo stimolo fiscale annunciato, per ora in termini molto generici, dal presidente-eletto Trump abbia effetti espansivi solo a partire dalla seconda metà del 2017.

Per quanto attiene gli altri dati macro economici pubblicati, sul fronte del mercato del lavoro spicca l’aggiornamento sui nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 17 dicembre 2016, che aumentano a 275 mila unità da 254 mila unità della settimana precedente. I dati sono raccolti nella settimana di rilevazione dell’employment report di gennaio e portano i sussidi sui massimi da sei mesi, ma potrebbero essere influenzati da problemi di destagionalizzazione che caratterizzano i periodi vicini alle festività. Il livello, rimane comunque basso e coerente con un mercato del lavoro solido.

Gli ultimi aggiornamenti macro economici diffusi sembrano pertanto confermare il buon andamento dei principali indicatori di riferimento per l’economia statunitense, sempre più lanciata verso la possibilità di godere di un 2017 di particolare consolidamento delle opportunità di ripresa.

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