Calo degli utili per Hugo Boss

Hugo Boss, uno dei brand europei più noti nel mondo della moda, ha chiuso il terzo trimetre con profitti in calo del 23% su base annua, e una discesa dei profitti pari al 9% se si considerano i primi nove mesi dell’anno.

Ad ogni modo, ed estendendo il novero delle analisi, l’impressione che si ha dalla lettura del conto economico di Hugo Boss è quello di un mondo particolarmente difficile da valutare con omogeneità, considerato che il bilancio ha risentito delle fluttuazioni valutarie e dei costi relativi all’upgrading dello store network.

Partendo da un punto certo, non possiamo comunque non avviare un breve commento di quanto accaduto alla casa di Metzinger sottolineando come la griffe tedesca abbia archiviato i primi nove mesi del 2015 con vendite in aumento del 9% a cambi correnti (+3% a cambi costanti) per 2,06 miliardi di euro, ma con utili in calo del 9% a 234,7 milioni di euro. Sono invece cresciuti del 6% (+5% a cambi costanti) i ricavi generati dall’Europa, trainati dalla crescita in doppia cifra del fatturato di Regno Unito, Germania e Francia. È proprio l’Europa, dunque, il mercato su cui il brand sembra puntare le maggiori concentrazioni, nella speranza di poter giungere a una chiusura d’anno sempre più confortante.

Allontanandoci dai confini del vecchio Continente, si scopre invece che per i business d’Oltreoceano diviene determinante l’effetto dell’euro debole, con le Americhe che guadagnano il 17% a cambi correnti ma segnano un -1% in valute locali, e l’Asia che cresce del 12% a cambi correnti ma perde il 2% a cambi costanti.

Agli stakeholders non è comunque passato inosservato il calo della redditività nel terzo trimestre, quando l’utile ha registrato un -23% a 88,5 milioni di euro, a fronte di ricavi a +4% (-1% cambi costanti) per 744,1 milioni di euro. “Il nostro business sta crescendo in Europa. Lo scorso trimestre ciò non è stato sufficiente a contrastare la discesa in Cina e Stati Uniti. Ipotizziamo che il giro d’affari e i profitti incrementeranno nell’ultimo quarto” – ha dichiarato il ceo di Hugo Boss Claus-Dietrich Lahrs, come riportato sulle pagine di MF.

Per l’ultimo trimestre è pertanto possibile che la società cerchi di concentrare le maggiori attenzioni proprio sui mercati del vecchio Continente, compensando magari le discese in alcuni mercati che per la società sono ancora “secondari”. Il tutto, in attesa di rilanciare le proprie aspettative per il prossimo esercizio di ulteriore consolidamento.

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