Category Archives: Economia

Stati Uniti, nuove buone notizie dal calendario macro

Continuano ad inanellarsi una buona serie di dati macro economici negli Stati Uniti, in grado di confortare coloro che ritengono che già nel corso del prossimo FOMC vi siano elementi utili per poter effettuare un nuovo rialzo dei tassi fed funds, a breve distanza dal precedente di fine dicembre e, dunque, ponendo le basi per il rispetto del percorso tracciato dall’istituto monetario, e fissato in 3 rialzi dei tassi per l’intero 2017.

Cosa succede se un Paese lascia l’euro?

Se vi state domandando che cosa potrebbe accadere nell’ipotesi in cui un Paese dovesse lasciare la zona euro, è la stessa BCE a fornire qualche spunto di valutazione piuttosto interessante. Di fatti, qualche giorno fa, rispondendo a una istanza di due parlamentari europei, la Banca Centrale Europea ha affermato chiaramente che “se un Paese lasciasse l’Eurosistema, i crediti e le passività della sua Banca centrale nei confronti della Bce dovrebbero essere regolati integralmente”. Una sostanziale chiusura dei rapporti che farebbe pertanto seguito all’abbandono dell’adozione della valuta unica europea.

Buon aumento del PIL Usa

Secondo quanto affermano gli ultimi dati ufficiali forniti sul territorio statunitense, il Pil del terzo trimestre del Paese nordamericano sarebbe cresciuto di 3,5 per cento trimestre su trimestre annualizzato (stima finale), con una revisione verso l’alto di 3 decimi di punto rispetto alla seconda stima formulata.

Mercati azionari gradiscono le ultime novità BCE

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La Banca Centrale Europea non ha deluso i mercati azionari annunciando il prolungamento del suo piano espansivo a dicembre 2017 (contro attese di settembre 2017) anche se il ritmo degli acquisti di titoli dell’Eurozona sarà più blando, pari a 60 miliardi di euro contro gli 80 miliardi di euro attuali. Le borse europee quindi hanno chiuso la settimana con segno decisamente positivo (Euro Stoxx +5,6%) ed anche il FTSE MIB ha recuperato il 7,1 per cento.

Eurozona, prosegue la crescita su ritmi moderati

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La scorsa settimana, i dati preliminari sul prodotto interno lordo hanno confermato che la ripresa dell’Eurozona prosegue in media a ritmi moderati e come da attese (0,35 per cento su base trimestrale, 1,6 per cento su base annua nel terzo trimestre), anche se non sono mancate sorprese a livello paese. Le indicazioni dagli uffici di statistica nazionali suggeriscono: una riaccelerazione dei consumi privati, fatta eccezione per la Francia; protratta debolezza degli investimenti in macchinari e un contributo blando dell’export, in media, anche se il commercio estero ha spinto la crescita in Olanda e Portogallo.

Le misure per la famiglia nella nuova legge di Bilancio

La nuova legge di Bilancio attualmente in discussione contiene numerose misure per la famiglia. Ma quali sono? E con quali caratteristiche?

Cominciamo dall’atteso premio per le nuove mamme, un bonus di 800 euro che viene riconosciute a tutte le donne per la nascita o per l’adozione di un minorenne. Il bonus andrà ad aggiungersi al bonus bebè, introdotto un anno fa e ancora operativo fino al 31 dicembre 2017: il bonus bebè è più ricco (960 euro l’anno per tre anni se il reddito familiare non supera i 25 mila euro e 1.920 euro se il reddito non supera i 7 mila euro) e non è ancora chiaro se verrà o meno prolungato.

S&P “punisce” la Cina e abbassa l’outlook economico

Nonostante gli impegni riposti dalla Banca centrale cinese, che si è impegnata in un’azione-trasparenza che proseguirà – ha annunciato il governatore Zhou Xiaochuan – con la pubblicazione delle riserve in valuta, finalizzata ad accelerare l’ingresso dello yuan nel basket delle valute per il calcolo dei diritti speciali di prelievo dell’Fmi, l’agenzia di rating Standard & Poor’s non sembra riporre adeguata fiducia nel futuro economico di Pechino.

E così, l’agenzia statunitense, che evidentemente non ha apprezzato questo sforzo di trasparenza, ha tagliato le prospettive per il rating della Cina da stabile a negativo, sostenendo che il riequilibrio economico procede più lentamente di quanto la stessa società di rating si aspettava.

Nel mondo si vendono sempre più armi

Nel mondo si vendono sempre più armi. E quello delle armi si conferma, in buona evidenza, un mercato particolarmente florido, che dal 2004 ad oggi può vantare una continua crescita di spese e di investimenti militari mondiali. È quanto emerge da una recente analisi condotta dall’istituto internazionale specializzato di Stoccolma, secondo cui, inoltre, una consistente accelerazione è stata registrata nel quinquennio 2011-2015, +14 per cento sul quinquennio precedente.

Economia, il mondo sta crescendo (forse)

L’economia mondiale sta crescendo? Probabilmente si, soprattutto se guardiamo ai confini europei, tanto deteriorati fino a poco tempo fa, e oggi in grado di mostrare dei segnali di concreta ripresa, seppure su ritmi inferiori a quanto pronosticato solo pochi mesi fa.

Buona parte del merito è in tal caso ascrivibile all’enorme massa di liquidità che la Banca centrale europea ha immesso sul mercato, sostenendo gli utili aziendali, anche se la disoccupazione in alcuni Paesi resta su livelli elevati e pesa inoltre la debolezza dei mercati emergenti.

Ecco chi sono le donne italiane più potenti

Sono Ornella Barra e Marina Berlusconi le uniche rappresentanti italiane nella lista delle 25 donne manager più potenti dell’area Emea (Europa, Medio Oriente, Africa) secondo quanto emerge dalla consueta analisi pubblicata dalla rivista statunitense Fortune per il 2015 e guidata anche quest’anno da AnaBotin.

Dunque, Ornella Barra, executive vice president di Walgreens Boots Alliance e president and chief executive di Globalwholesaleandinternationalretail, sale di tre posizioni rispetto alla precedente edizione, posizionandosi al quinto posto. Stando al commento di Fortune, il passo in avanti si deve al fatto che “le responsabilità di Barra sono aumentate significativamente dopo la creazione di Walgreens Boots Alliance nel dicembre 2014. Barra ha dunque un nuovo ruolo di prestigio in una società con 370 mila dipendenti e una capitalizzazione di Borsa di 96 miliardi di dollari.