Come combattere il respiro corto con le passeggiate

Passeggiata_Bosco

Il respiro corto è un disturbo piuttosto comune, che può essere curato al meglio solo se si fa dell’attività fisica: una ricetta che permette di ottenere una migliore qualità della vita, preparandosi a rispondere più efficacemente alle terapie. Dunque, bando all’impigrimento, e via libera alle camminate, vero e proprio toccasana per i pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), una malattia che si manifesta con un’ostruzione bronchiale e porta gradualmente alla “fame d’aria”.

Diventa pertanto fondamentale cercare di intervenire precocemente con la giusta terapia e praticare una costante attività fisica è alla base di un’efficace gestione del problema. La dispnea, insieme alla tosse persistente spesso associata a catarro, sono i sintomi principali della Bpco, e riconoscerli tempestivamente è spesso il miglior modo per abbandonare cattive abitudini di vita, e tollerare al meglio tale disturbo.

Un disturbo che, peraltro, è ben più comune di quanto si possa pensare. In Italia i malati sono circa 2 milioni e 600 mila. Persone che iniziano a respirare con maggiore fatica, e che dunque sono portate a muoversi sempre meno, fino a fermarsi del tutto.

Proprio per i motivi di cui sopra è recentemente nato il progetto Un passo per la vita, promosso da Novartis: per 2 mesi, i pazienti con Bpco di 6 centri italiani specializzati nella cura di questa patologia saranno dotati di contapassi di ultima generazione che misurerà il loro movimento quotidiano e li motiverà a fare attività fisica.

“La sedentarietà va evitata a tutti i costi nei paziente con Bpco, perché comporta problemi come la perdita di tono muscolare o il peggioramento di eventuali altre patologie già presenti (cardiovascolari, per esempio). Fare attività fisica fa davvero la differenza: respirano meglio, vivono meglio e anche la progressione della malattia viene rallentata” – spiegava qualche giorno fa Fabiano Di Marco, professore associato di Pneumologia presso l’Università di Milano.

Per quanto infine concerne le attività più indicate con questo disturbo, il top è camminare almeno 20 minuti al mattino e 20 minuti il pomeriggio. Bene anche bicicletta e cyclette, con un ritmo tranquillo, compatibile con il nostro livello di affaticamento, e stando bene attenti a evitare di mandare la respirazione in “tilt”. Vanno anche bene, in aggiunta degli esercizi di potenziamento delle braccia, con o senza pesi. Per i pazienti più giovani, invece, meglio il nuoto e il basket.

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