Dichiarazioni precompilate, il prossimo passo è l’Iva

Il 2015 ha rappresentato l’anno dell’avvio del servizio di invio delle dichiarazioni dei redditi precompilate. Tuttavia, il viceministro all’Economia, Luigi Casero, sembra avere ben chiari i prossimi step di tali semplificazioni fiscali, anticipando al Corriere della Sera (quotidiano al quale due anni fa aveva altresì anticipato la dichiarazione 730 telematica) il passo successivo: la dichiarazione Iva precompilata.

Certo, come intuibile la nuova “rivoluzione” non sarà immediata. “Considerando che la fatturazione elettronica e lo scontrino digitale diventeranno opzionabili dai contribuenti dal primo gennaio 2017, direi che nei due anni successivi potrebbe essere possibile” – afferma Casero, aprendo dunque nuovi scenari di innovazione sul fronte delle dichiarazioni fiscali.

A proposito di dichiarazioni fiscali, Casero ha altresì ricordato che quella in corso – relativa al 730 precompilato – è pur sempre in fase sperimentale, e andrà a regime solamente tra due anni, quando anche le spese mediche potranno essere introdotte a monte. Ad ogni modo, se qualcuno preferisse ancora compilare il 730 come ha sempre fatto, “lo Stato gli offre un’opportunità in più, non in meno. Vuol dire che il sistema è migliorato”. Di fatti, rimane sempre possibile cercare di presentare la dichiarazione dei redditi come nei precedenti termini di inoltro: dunque, sarà ancora possibile riferirsi al proprio commercialista di fiducia o, magari, usufruire dei CAF (ed è probabile che faranno così anche tantissimi consumatori che hanno avuto modo di richiedere il codice PIN all’Agenzia delle Entrate / INPS nel corso delle ultime settimane).

Per quanto concerne la fatturazione elettronica, il viceministro ricorda come per poter incentivare gli interessati ad utilizzarla sono previsti sostegni importanti. Qualche esempio? “I rimborsi fiscali avverranno prima, si uscirà dal meccanismo dello “spesometro”. Senza contare che il rischio di verifiche a carico di chi sceglie la fatturazione elettronica diminuirà” – precisa Casero.

Sempre secondo le indiscrezioni, nei confronti di tali soggetti potrebbero ridursi anche i tempi di accertamento, e potrebbero prevedersi ulteriori agevolazioni come l’incentivo per l’acquisto del modem utile per poter emettere lo scontrino fiscale. Rimane ora da capire in che modo tali novità avranno effetto positivo sull’evasione fiscale da 45 miliardi di euro annui dell’imposta sul valore aggiunto.

In conclusione, Casero ricorda come “in nessun caso questo governo intende aumentare la pressione fiscale. Intanto i proventi della lotta all’evasione andranno a ridurre le tasse, per il resto bisognerà operare nel senso di una migliore distribuzione del carico fiscale, liberando i fattori più produttivi”. Di contro, si anticipano eventuali agevolazioni legate al reddito. Non ci rimane che vedere e (magari) toccare con mano.

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