Distribuzione della ricchezza, il 14% è in mano all’1% della popolazione

L’ultimo rapporto Ocse conferma un elemento ben noto a tutti coloro i quali hanno l’opportunità di analizzare come stanno andando le ricchezze delle famiglie italiane: a fronte di un ristretto numero di persone che, giorno dopo giorno, diventa sempre più ricca, esiste una gran parte dei nuclei familiari che, invece, continuano a impoverirsi rapidamente.

A conferma di ciò, il segretario generale dell’Organizzazione, lo spagnolo Angel Gurria, nel corso della presentazione del rapporto a Parigi, sostiene che il divario tra i ricchi e i poveri nei 34 Paesi dell’area Ocse non sarebbe mai stato così elevato, tanto che il 10% più ricco della popolazione della stessa macro zona avrebbe un reddito di 9,6 volte superiore al 10% più povero. Una forbice che nel corso degli anni Ottanta era di “sole” 7,1 volte, e che nel corso degli anni Duemila ha accentuato la sua incidenza a 9,1 volte. Le ineguaglianze sarebbero inoltre ancora più evidenti in termini di patrimonio: di qui l’invito espresso dai vertici Ocse, ai governi dell’area, di affrontare il problema che può compromettere crescita economica di medio e di lungo termine.

Una situazione che ben coinvolge anche l’Italia, dove – secondo l’Ocse – l’1% più ricco della popolazione deterrebbe il 14,3% della ricchezza nazionale netta (cioè la somma degli asset finanziari e non finanziari, meno le passività), con una proporzione che è tripla rispetto al 40% più povero, che invece ne detiene solo il 4,9%.

Ancora dal rapporto Ocse, emerge come l’Italia sia il Paese Ocse con la minore percentuale di famiglie indebitate, il 25,2%, davanti alla Slovacchia (26,8%), all’Austria (35,6%), alla Grecia (36,6%). Lontanissime sono le principali economie dell’Eurozona, con la Francia (46,8%) e la Germania (47,7%) con proporzioni quasi doppie. Ancora più lontana è la Gran Bretagna, dove la percentuale di famiglie indebitate è del 50,3%. Praticamente incomparabile è inoltre quanto avviene negli Stati Uniti, dove la percentuale di famiglie indebitate è il 75,2%.

Infine, l’Ocse segnala come nel nostro Paese sia molto limitata l’incidenza del sovra indebitamento, con solo il 2,3% delle famiglie in grado di possedere un rapporto tra i debiti e i propri asset pari o superiore al 75%, mentre solamente il 2,8% ha un rapporto tra debito e introiti superiore a 3. Insomma, gli italiani sono ancora poco indebitati rispetto a quanto non avvenga al di fuori dei confini nazionali, ma il divario tra i ricchi e i poveri continua a crescere in misura rilevante, senza avere battute d’arresto. Una situazione non comune al solo nostro Paese ma, in questi casi, il mal comune non fa proprio mezzo gaudio.

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