Economia, il mondo sta crescendo (forse)

L’economia mondiale sta crescendo? Probabilmente si, soprattutto se guardiamo ai confini europei, tanto deteriorati fino a poco tempo fa, e oggi in grado di mostrare dei segnali di concreta ripresa, seppure su ritmi inferiori a quanto pronosticato solo pochi mesi fa.

Buona parte del merito è in tal caso ascrivibile all’enorme massa di liquidità che la Banca centrale europea ha immesso sul mercato, sostenendo gli utili aziendali, anche se la disoccupazione in alcuni Paesi resta su livelli elevati e pesa inoltre la debolezza dei mercati emergenti.

Ad ogni modo, secondo Unicredit, nel prossimo anno il Pil dell’area euro dovrebbe crescere al ritmo dell’1,9%, grazie soprattutto alla spinta della domanda interna,  con l’Italia attesa a un progresso dell’1,4%, mezzo punto in più rispetto all’anno che sta per concludersi.

Nulla cambia sul fronte delle leadership. E così a trainare l’economia mondiale saranno ancora gli Stati Uniti (con una crescita attesa del 2,6%), con la crescita cinese che continuerà a rallentare moderatamente, attestandosi intorno al 6,5% (ma le autorità di Pechino hanno già reso noto di essere pronte a intervenire, se necessario). Per quanto attiene gli emergenti, lo scenario è invero abbastanza confuso: la Russia è sì destinata a uscire dalla recessione, ma altri Paesi potrebbero essere costretti a rivedere le proprie stime verso il basso.

Per quanto riguarda le previsioni del Fondo monetario internazionale, per il prossimo anno si attende un Pil in progresso del 2,2% nelle economie sviluppate (due decimali in più rispetto al 2015), con Gli Stati Uniti attesi al +2,8%, quasi il doppio rispetto all’Unione europea (+1,6%), con il Giappone in crescita di un solo punto percentuale. In ambito emergenti, il prodotto interno reale dovrebbe passare dal +4% del 2015 al 54,5% del prossimo anno, con l’India attesa a un +7,3-7,5% e la Cina al +6,3%.

Ad ogni modo, difficilmente si possono prestare elevati livelli di attendibilità a tali previsioni. Come dimostrano le esperienze degli ultimi anni, e a maggior ragione in un contesto di potenziale ripresa, le previsioni sulla crescita della produzione interna lorda saranno destinate a mutare con il passare dei mesi: continueremo comunque ad aggiornarvi sull’andamento di tali prospettive, nella speranza che, soprattutto per quanto attiene i confini italiani e del vecchio Continente, non si debba procedere a un mutamento al ribasso.

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