Firma Elettronica Avanzata: gli scenari della dematerializzazione documentale

firma elettronica

Nata come alternativa alla Firma Digitale, la Firma Elettronica Avanzata (FEA) debutta in Italia due anni fa. Con la pubblicazione di tutte le specifiche tecniche del settore sulla Gazzetta Ufficiale, il paese ha di fatto sancito un importante passo in avanti che ha consentito la dematerializzazione documentale a tutti i livelli.

A differenza della Firma Digitale tradizionale, la Firma Elettronica Avanzata è composta da una penna che si presenta come una normale penna a sfera, che consente di firmare di proprio pugno su qualsiasi documento abilitato.

Il movimento della mano è del tutto affine a quello che si compie in un comune foglio di carta. Sicuramente avrete già avuto modo di utilizzarla, in quanto già disponibile e fortemente utilizzata nei supermercati, dai corrieri e altri servizi similari.

La FEA (acronimo di Firma Digitale Elettronica) può essere impiegata su ogni categoria di documento digitale emesso da privati e aziende, nonché dalla Pubblica Amministrazione. La firma avanzata, oltre a fornire uno strumento fortemente innovativo rispetto alla Firma Digitale tradizionale, evita il processo – spesso lungo, difficile e costoso – della stampa dei file.

I documenti sottoscritti tramite FEA possono essere firmati a video, senza la necessità di essere firmati su carta. Il valore legale dei documenti rimane il medesimo di quelli cartacei. L’esperienza di un conservatore accreditato come Archiva Group, maturata negli anni, consente di firmare e conservare i documenti secondo la normativa di settore in vigore nel nostro paese.

La rivoluzione della Firma Elettronica Avanzata consiste proprio nell’equiparazione tra documenti informatici e cartacei. La sola stampa di un file da PC non ha mai costituito valore di prova, che veniva attribuito invece al processo meccanico di scannerizzazione, purché non contestato dalla controparte. Il documento sottoscritto tramite FEA costituisce, invece, piena prova.

Il nostro ordinamento prevede altre tre categorie di firme elettroniche. La firma elettronica tradizionale è quella che viene utilizzata tutti i giorni, nell’atto di digitare il pin del bancomat o loggandosi alla casella di posta elettronica.
Non è però prova del fatto che sia realmente il titolare della firma ad avvalersi del servizio.

La firma digitale, invece, rientra in un processo più complicato che ha bisogno di due chiavi crittografate – una pubblica e l’altra privata – che consentono di sottoscrivere un documento. Infine, la Firma Elettronica avanzata fornisce identificazione univoca tra il documento e il firmatario.

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