Gazzetta Tv perde la sfida e torna sul web

Era partita con grandi propositi: 0,7% di target share entro fine 2015 e l’1% di target share nel triennio. Propositi evidentemente al di sopra delle reali potenzialità del mezzo, tanto che, tenuto conto dei palinsesti non proprio irresistibili del canale (salvo qualche evento che ha catturato l’attenzione), oggi – a dieci mesi dal debutto – è stata posta fine alla avventura televisiva della Gazzetta.

Dunque, quel che accade è che a breve Gazzetta Tv abbandonerà il digitale terrestre e verrà trasformato in un canale web. In fumo vanno così una decina di milioni di euro e, soprattutto, il ricordo di ascolti che non hanno convinto gli inserzionisti: lo share medio è stato dello 0,16% sulle 24 ore. Quanto basta affinchè il nuovo amministratore delegato di Rcs MediaGroup, Laura Cioli, abbia scelto di interrompere al più presto per non produrre ulteriori perdite in un gruppo che di impegni ne ha a sufficienza.

Purtroppo, la scelta potrebbe avere delle ripercussioni sul fronte delle risorse umane. Ci sarà infatti un alleggerimento della redazione di 14 giornalisti guidati dal direttore Claudio Arrigoni, diminuiranno le ore di produzione giornaliere, non sarà più necessario sopportare i costi per l’acquisizione di diritti di eventi sportivi o di contenuti preconfezionati.

Il nuovo passo strategico ha anche condizionato i rapporti all’interno della redazione: due giorni fa l’edizione cartacea del giornale non è uscita, e non sono stati aggiornati il sito gazzetta.it e il canale Gazzetta Tv per uno sciopero dei giornalisti. Alla redazione pare non vadano giù alcuni meccanismi di funzionamento interni al gruppo, e difficilmente sintetizzabili in queste righe. Si può comunque ricordare come non tutti gradiscano il fatto che i business pubblicitari Gazzetta dello sport (cartacea) e sito gazzetta.it siano raccolti da Rcs pubblicità, mentre Gazzetta Tv sia stata affidata a Prs, con una ripartizione dei compiti delle concessionarie che non è stata ben compresa.

Forse la colpa è stata tuttavia anche di target in termini di share piuttosto esagerati. Gazzetta Tv ha infatti generato delle aspettative esagerate negli stakeholders, quando era abbastanza chiaro, fin dal varo del progetto, che il canale avrebbe faticato a perseguire la strada tracciata. La chiusura dopo dieci mesi significa però qualcosa in più e, forse, la nascita di un progetto che fin dall’origine non aveva raccolto l’ottimismo e la convinzione di tutte le parti in causa…

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