La7d, cronaca di un successo inaspettato?

Nessuno – o quasi – ne parla. Ma nel variopinto e variegato mondo dei canali tv, c’è un esperimento che si sta conducendo con particolare successo: è quello di La7d, versione “femminile” di La7, che sta guadagnando quote di share (sempre di decimi di punto si tratta) grazie a un palinsesto che è composto principalmente di repliche. Una scelta apparentemente semplice, che tuttavia ha prodotto ascolti in crescita del 25 per cento, con una media vicina allo 0,7 per cento della quota di mercato nel prime time, e superiore allo 0,6 per cento (0,62 punti percentuali) nell’arco delle 24 ore.

Dunque, con costi ridotti e un palinsesto ben pianificato, La7d sta conseguendo dati di successo molto simili ai livelli del canale Nove di Discovery, che oramai sulla prima serata sta viaggiando su medie dello 0,8 per cento, pur essendo partito da inizio anno ad oggi con ben altre ambizioni, considerata anche la posizione privilegiata nella numerazione dei canali (il 9, appunto, contro il più sventurato 29 de La7d).

Il merito di questo buon risultato, spiegano dalla direzione di Fabrizio Salini, che dal novembre dello scorso anno è ai vertici del network La7 di Urbano Cairo, è dato dalla capacità di orientare la proposta verso un pubblico prettamente femminile, condendo – è il caso di dirlo – il palinsesto con tanta cucina, con le repliche de I menù di Benedetta (che su La7 avevano invece conseguito prestazioni negative) di Cuochi e fiamme, passando per Ti ci porto io…In cucina con Vissani o la replica del nuovo preserale di La7 A cena da
me (parte il 23 maggio).

Non mancano poi i telefilm più amati dal pubblico rosa: trovano infatti spazio le vecchie puntate di Sex and the city, di Grey’s anatomy e un pò di edutainment con le repliche di Sos tata, di Cambio moglie o di The Dr. Oz show. Ci sono poi alcuni buoni film, che hanno permesso a La7d di arrivare a punte del 1 per cento di share in prima serata, e poco altro.

Tuttavia, quanto basta per poter ottenere un risultato particolarmente convincente e – ripetiamo – con costi piuttosto ridotti. Una strategia che ha permesso al numero 29 dei canali del digitale terrestre di potersi elevare a discreto strumento di fidelizzazione di una nicchia femminile, guardando ora potenzialmente in ampiezza al prossimo futuro a breve e a medio termine.

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