Prezzi case: per un terzo degli italiani saliranno

Il rapporto tra gli italiani e la casa sta rapidamente cambiando, complice la grave crisi economico finanziaria. Ne è una dimostrazione il fatto che proprio gli italiani – che un tempo consideravano la casa come una forma preferita di risparmio – sono oggi più pessimisti della media europea (56%) sulla possibile ripresa del mattone.

In altri termini, gli italiani, dopo aver amato il mattone più degli altri europei, si sentono oggi un po’ traditi, e scommettono meno sull’immobiliare. Tanto che, in fin dei conti, il 52% non ritiene più la casa una valida alternativa di investimento rispetto agli strumenti finanziari, mentre la media continentale degli scettici sul mattone è del 44%.

A sostenere questo dato – e non solo – è l’indagine internazionale “Case e mutui”, condotta da Ing Bank in Europa, Usa e Australia su un campione di 15 mila individui e giunta alla sua quarta edizione, secondo cui nel nostro Paese la quota di coloro che ritengono possibile un aumento dei prezzi il prossimo anno è del 33%, bassa ma in crescita rispetto a un anno fa (56% la media europea), e contro il 49% della Spagna.

Di contro, quasi i tre quarti degli italiani ritiene che una nuova riduzione dei prezzi avrebbe positivi risvolti sociali; quasi un italiano su due ritiene ancora che i valori delle case siano troppo alti. Come sottolineato da Paolo Pizzoli, senior economist Ing Bank Italia, sulle pagine del Corriere della Sera, il dato non stupisce, visto che le informazioni Istat sui prezzi delle abitazioni “mostrano che la discesa tendenziale, iniziata nel 2012, ha solo iniziato a rallentare: l’ultima rilevazione, primo trimestre 2015, segnalava una contrazione tendenziale del 3,4%. Non sorprende, quindi, che gli italiani si aspettino che il trend sia destinato a continuare nei prossimi 12 mesi”.

A far rimandare gli acquisti, oltre che le aspettative di cui sopra, anche il fatto che in Italia continua a pesare gravemente l’incertezza del quadro economico generale. Per quanto infine concerne le determinanti che trainano la scelta di chi vuole comprare, in primo luogo si annovera il prezzo, e solo dopo la sicurezza del quartiere in cui si trova l’abitazione e la prossimità ai mezzi pubblici. Diventa sempre meno importante la dimensione dell’immobile e meno ancora le caratteristiche energetiche, nonostante i passi in avanti compiuti nel corso degli ultimi anni sotto tale profilo.

E voi che ne pensate? Come cambierà nel breve termine il mercato immobiliare italiano?

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