Protesi, arriva il primo robot dell’organo sessuale maschile

Sorrisi maliziosi a parte, l’innovazione inglobata all’interno della Scuola Sant’Anna di Pisa eleva ancora una volta la ricerca italiana in cima al Continente. Qualche giorno fa, infatti, un team di ricercatori ha presentato agli investitori i progetti che sono stati elaborati all’interno del corso High-tech business venturing: un ventaglio di valide proposte all’interno del quale spunta anche la prima protesi robotica dell’organo sessuale maschile.

I dettagli sono stati diffusi nel corso dell’evento. Per quanto concerne un estremo tentativo di sintesi, si può ben citare quanto affermato dagli stessi studenti della scuola, secondo cui una simile protesi potrebbe essere accolta senza gravi problemi da parte dei pazienti, mediante l’integrazione di un meccanismo di erezione da attivarsi in modo naturale, candidandosi dunque ad essere una delle possibili alternative per i trapianti futuri.

Il primo “robot del pene” (come ribattezzato in maniera non certo creativa dalla stampa nazionale) non è comunque l’unico elemento di innovazione all’interno del portafoglio di progetti sopra ricordato. Si può ad esempio ben ricordare la possibilità di sfruttare un nuovo processo di estrazione petrolifera meno impattante sotto il profilo ambientale, attraverso un robot che prende ispirazione al funzionamento delle radici delle piante, o ancora alla protesi per la mano nella quale l’impianto neurale è in grado di assicurare un miglior controllo nel tempo, ripristinando un ritorno sensoriale. Non solo: tra i progetti spiccano anche i nuovi sistemi di misurazione di pratiche mediche preventive non cliniche in maniera smart e non visibile, e tanto altro ancora.

Tutti i progetti sono stati compiutamente presentati a una vasta platea di potenziali investitori. Non rimane ora che comprendere quali potrebbero essere quelli in grado di poter essere supportati proattivamente mediante specifiche linee finanziarie, nella speranza che, ancora una volta, la creatività e l’impulso dei giovani ricercatori non cada nel vuoto.

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