Rinnovo ricaricabili, Agcom avvia accertamenti

L’Agcom, l’autorità garante per le comunicazioni, ha segnalato all’Antitrust – affinchè quest’ultima possa avviare gli accertamenti di competenza – l’introduzione da parte dei principali operatori di telefonia mobile di una serie di modalità di rinnovo automatico che non sembrano più essere in linea con le “vecchie” linee guida mensili, ma di quattro settimane. In altri termini, l’Agcom ha voluto porre l’accento su quanto sta accadendo da qualche mese a questa parte, con alcuni dei provider dei servizi di telefonia mobile che anzichè procedere al rinnovo mensile delle tariffe, hanno anticipato alle quattro settimane il termine di rinnovo stesso.

In altre parole ancora, le compagnie telefoniche guadagnerebbero circa 2 giorni rispetto alle regole previgenti, considerando che l’addebito sulla ricaricabile avviene ogni 28 giorni (4 settimane) e non più ogni 30.

La formalizzazione dell’accertamento è contenuta in una nota da parte dell’Agcom, laddove si legge come pur riconoscendo la libertà commerciale degli operatori, l’effetto della nuova modalità di tariffazione implica un aumento annuo medio della spesa pari al 7%. Difatti, spiega ancora l’Agcom nella sua nota, gli effetti restrittivi sugli utenti di tariffe ricaricabili, che in pochi mesi hanno visto drasticamente ridursi la possibilità di reperire sul mercato della telefonia mobile delle offerte di rinnovo automatico alternative a quella ogni 28 giorni, ha generato un sostanziale incremento dei costi.

In maniera ancora più specifica, secondo l’Agcom a finire nel mirino sono le nuove sottoscrizioni a offerte ricaricabili di Wind (che è partita dallo scorso mese di marzo) e di Vodafone (dallo scorso mese di giugno), che avranno il rinnovo automatico ogni 28 giorni e non più mensilmente come invece avveniva in precedenza. Tim, invece, a partire dal 2 agosto ha previsto il rinnovo ogni 28 giorni per le nuove sottoscrizioni e, dall’altra parte, ha comunicato all’Autorità l’intenzione di estendere le modalità a numerosi piani tariffari dell’offerta ricaricabile già sottoscritti.

In maniera ancora più specifica, e con particolare riferimento alla rimodulazione tariffaria che viene operata da Tim rispetto ai piani che sono attualmente in vigore, l’Autorità ha ritenuto non completa l’informativa emanata nei confronti degli utenti, definendola come “informazione necessaria a garantire il diritto di recedere dal contratto, eventualmente passando ad altro operatore, senza penali o costi di disattivazione”.

Per l’Agcom l’auspicio è a questo punto che gli utenti possano acquisire maggiore consapevolezza della reale portata della manovra e, dunque, scegliere con consapevolezza se esercitare il diritto di recesso dal contratto, passando ad operatori alternativi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *