Stati Uniti, nuove buone notizie dal calendario macro

Continuano ad inanellarsi una buona serie di dati macro economici negli Stati Uniti, in grado di confortare coloro che ritengono che già nel corso del prossimo FOMC vi siano elementi utili per poter effettuare un nuovo rialzo dei tassi fed funds, a breve distanza dal precedente di fine dicembre e, dunque, ponendo le basi per il rispetto del percorso tracciato dall’istituto monetario, e fissato in 3 rialzi dei tassi per l’intero 2017.

In particolare, le buone notizie sembrano arrivare dal mercato del lavoro, con i dati sui sussidi di disoccupazione che si mantengono su buoni livelli, poco mossi a 239 mila nuove richieste contro le 245 mila nuove richieste che erano invece previste dal consenso dei principali analisti finanziari. L’incremento rispetto alla rilevazione precedente si è dunque fermato a sole 5 mila unità a conferma della forza del mercato del lavoro statunitense, a fronte di una media a 4 settimane per i sussidi che ha registrano una variazione davvero modesta da 244 mila unità a 245 mila unità.

A proposito di dati macro economici piuttosto confortanti, si tenga anche conto che alcune indicazioni di particolare rilievo arrivano anche dal settore immobiliare, con le richieste di permessi di costruzione che in gennaio sono cresciute del 4,6 per cento mese su mese passando da 1.228 mila unità a 1.285 mila unità contro previsioni di un incremento ben più contenuto (+0,2 per cento mese su mese). Il dato di gennaio conferma così un trend positivo per le licenze a costruire, dopo che anche la variazione di novembre è stata rivista al rialzo da -0,2 per cento mese su mese a +1,3 per cento mese su mese: un buono sviluppo che fa dunque ben sperare per la ripresa (peraltro già da tempo in corso) dell’intero mercato immobiliare a stelle e strisce.

Non tutti i dati recentemente pubblicati sono comunque stati così positivi. È il caso dell’evoluzione delle aperture di nuovi cantieri che nel mese di gennaio si attestano a quota 1.246 mila unità, in calo di -2,6 per cento mese su mese. Il dato rappresenta però un fisiologico aggiustamento dopo l’incremento record registrato in dicembre, quando era stato riscontrato un buon balzo dell’11,3 per cento mese su mese.

Si attendono ora i nuovi dati macro in calendario, in grado di fungere o meno da adeguata base di preparazione per le decisioni che verranno assunte dal prossimo FOMC di marzo.

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