Tutto pronto per il battesimo della nave da crociera più grande del mondo

È tutto pronto, o quasi, per il battesimo della nave da crociera più grande del mondo, costruita dalla Stx France – a sua volta il più grande cantiere europeo, francese ma con proprietà sudcoreana – e destinata ad arricchire il parco imbarcazioni della la Royal Caribbean, colosso delle crociere.

Ribattezzata Harmony of the Seas, è la più grande nave passeggeri finora costruita, con 362 metri di lunghezza, 66 metri di larghezza, sei ponti e migliaia di cabine che potranno ospitare 6mila passeggeri e 2mila uomini dell’equipaggio. Una nave che è un’attrazione in sè, e forse ancor di più delle rotte che traccerà: ne è dimostrazione il fatto che sono i biglietti sono già prenotati per le crociere nel Mediterraneo che partono da Barcellona l’estate prossima.

Per realizzare questo gigante dei mari, la società che ha ricevuto la commessa della Royal Caribbean nel 2013, ha fatto lavorare più di seimila persone per tre anni, generando oltre 100 milioni di euro d’investimenti per ingrandire il cantiere, e, forse, dando lo spunto per un definitivo cambiamento dei cantieri navali di Saint-Nazaire, da dove escono non solo grandi navi passeggeri (a proposito: tra due anni qui verrà varata anche la “consorella” della Harmony of the Seas, l’Allure of the Seas, già ordinata dalla compagnia americana Celebrity Cruises, una controllata della Royal Caribbean, più altre due della stessa classe destinate invece alla compagnia italo-svizzera Msc entro il 2021), ma anche navi militari, corvette e fregate porta-elicotteri come quelle – ricordava il quotidiano Italia Oggi – commissionate da Putin e mai consegnate alla Marina militare russa per il veto del governo francese in seguito al conflitto in Ucraina e all’annessione della Crimea.

Insomma, grandi piani per un grande costruttore, che non solamente è operatore di riferimento internazionale, quanto anche un’impresa strategica per l’intero Paese, con lo stato francese che non a caso è azionista al 33% (i coreani sono al 67%), e che non vorrebbe affatto perdere il controllo di tale share. A proposito di partecipazioni, le nuove commesse che terranno impegnato il cantiere fino al 2021 dovrebbero consentire una facile liquidazione dei soci coreani, che hanno già espresso l’intensione di uscire da tale business per poter ripianare la propria situazione debitoria. Gli altri partner non mancano di certo e, per esempio, Fincantieri, controllata al 67% dalla Cassa depositi e prestiti, potrebbe essere tra questi…

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