UberPop, i giudici sospendono il servizio

È stato sospeso, in tutta Italia, il servizio proposto dall’app UberPop, che permette a chiunque – purché almeno 21enne, dotato di patente e assicurazione auto personale – di iscriversi al servizio di mobilità privata e offrire corse a prezzi super scontati ad altri utenti connessi in rete, facendosi individuare attraverso le app di geolocalizzazione.

Qualche settimana un gruppo di associazioni di categoria dei tassisti aveva proposto un ricorso nei confronti del servizio, preoccupati da mesi per una “concorrenza considerata sleale”. Ricorso che qualche giorno fa è stato accolto dal Tribunale di Milano, con un’ordinanza che con congela la situazione, anche in attesa del responso dell’Authority de i Trasporti, che sta esaminando in queste settimane – ricordava il quotidiano Il Sole 24 Ore – la legittimità del servizio rispetto alla legislazione italiana.

La decisione del Tribunale ha naturalmente provocato una serie contrapposta di reazioni. “Accertata la concorrenza sleale” – si legge ad esempio sul sito Uber – viene inibita “in via cautelare e urgente l’utilizzazione sul territorio nazionale dell’app denominata Uber Pop e comunque la prestazione del servizio”.

“Finalmente si ristabilisce la legalità in Italia” – afferma Pietro Gagliardi, delegato dell’Unione Artigiani della Provincia di Milano, fra i firmatari e promotori dell’azione legale insieme a Satam, Taxi Tam, ai Radio Taxi di Torino, Genova e Milano e ad altre cooperative e associazioni che rappresentano le auto bianche – “È solo un peccato che ad aiutarci siano dovuti intervenire i giudici e non le istituzioni”.

Netta la reazione di Uber, che per voce di Zac De Kievit, legale di Uber Europa, ha dichiarato: “Siamo ovviamente molto dispiaciuti dalla decisione, che rispettiamo ma non comprendiamo. Or a” – ha poi aggiunto visibilmente deluso – “faremo appello per evitare che centinaia di migliaia di cittadini italiani siano privati di una soluzione sicura, affidabile e economica per muoversi nelle loro città. Intanto in Italia oggi continua ad operare UberBlack, il servizio prestato da autisti professionali, mentre per le prossime due settimane anche UberPop continuerà a funzionare”.

Delusi anche gli utenti, con il presidente di una delle più note associazioni di difesa e di tutela dei diritti dei consumatori, il Codacons, Carlo Rienzi che dichiara che “è impensabile che un Paese moderno possa essere privato di sistemi innovativi, che rispondono ad esigenze di mercato e sfruttano le nuove possibilità introdotte dalla tecnologia”.

E voi che ne pensate? Siete d’accordo con una simile posizione dei giudici o ritenete che il servizio di UberPop non fosse concorrenza sleale?

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